Contratto indeterminato: foto di uomo in ufficio

Come funziona il contratto a tempo indeterminato

Buona parte delle persone, nel momento in cui cerca una nuova occupazione, punta preferibilmente ad un’assunzione con contratto a tempo indeterminato, per via della stabilità che questo può offrire. Ma quali sono nel concreto le caratteristiche chiave di questo tipo di contratto? Quali i vantaggi, e quali gli svantaggi?

Cos’è il contratto a tempo indeterminato

Partiamo con lo spiegare brevemente cos’è il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Stando alle intenzioni del legislatore, dovrebbe essere la forma contrattuale base: tutte le aziende, eccezion fatta per particolari esigenze, dovrebbero cioè di norma assumere i nuovi dipendenti con contratto indeterminato. Come è noto, però, le cose funzionano spesso diversamente, con un alto numero di assunzioni a tempo determinato.

A distinguere l’ambito contratto a tempo indeterminato è l’assenza di una data di termine del rapporto di lavoro, che si configura per l’appunto senza un limite di tempo predefinito: l’orizzonte è di fatto quello del pensionamento del lavoratore che firma questo accordo. Ciò non toglie che il lavoratore possa ovviamente decidere di recedere dal contratto, o che l’azienda, in specifici casi, possa decidere di licenziare la risorsa.
Vediamo ora le altre caratteristiche fondamentali dei contratti a tempo indeterminato.

L’orario di lavoro del contratto indeterminato

Contrariamente a quanto si pensa talvolta, un contratto di lavoro a tempo indeterminato può presentare i più diversi orari di lavoro. Così come risulta dalla disciplina fatta dal Codice civile, da diverse leggi speciali come anche dallo Statuto dei lavoratori, un contratto a tempo indeterminato può anche essere di tipo part-time. Di fatto, l’orario di un’assunzione con questo contratto dipende in larga parte da quanto definito nel contratto collettivo nazionale di riferimento oppure, eventualmente, dai singoli accordi intrapresi con il datore di lavoro.

Se dunque l’orario classico è di 40 ore alla settimana, possono esserci contratti a tempo indeterminato che prevedono 36 ore lavorative settimanali, oppure anche meno, in modalità part-time.

Il periodo di prova del contratto a tempo indeterminato

Pur non essendo obbligatorio, il contratto a tempo indeterminato inizia spesso con un periodo definito “di prova”. Si tratta di una tutela che protegge entrambe le parti in gioco, chiamate cioè durante questo periodo iniziale a valutare la convenienza del rapporto di lavoro. La legge, va sottolineato, indica una durata massima del periodo di prova, per evitare che questo istituto venga sfruttato: all’art. 7 del Decreto Legislativo n. 104 del 27 giugno 2022 il limite viene posto a 6 mesi. Per essere valido, inoltre, il periodo di prova deve essere formalizzato da un accordo – una clausola nel contratto di assunzione – che viene firmata da entrambe le parti in gioco, e dunque dall’azienda e dal lavoratore.

Durante il periodo di prova il lavoratore deve valutare la posizione e l’attività, così come l’azienda valuterà le performance e le capacità del neoassunto: in queste settimane entrambe la parti possono decidere di recedere al contratto, senza preavviso e senza oneri a carico.

Il licenziamento con contratto indeterminato

Non presentando limiti contrattuali, il contratto a tempo indeterminato è pensato di per sé in modo da restare attivo fino al pensionamento del lavoratore dipendente. Diversamente, questo accordo può essere cessato per decisione di una delle due parti: il collaboratore può decidere di presentare le sue dimissioni volontarie o il datore di lavoro può procedere con un licenziamento, ma solo per giusta causa: si parla quindi di comportamenti gravi del dipendente, tali da non rendere possibile la prosecuzione del rapporto di lavoro. Altri motivi per procedere con il licenziamento possono inoltre essere relativi a variate caratteristiche organizzative e produttive dell’azienda.

Come funzionano le dimissioni col contratto indeterminato

Le dimissioni volontarie devono essere comunicate dal dipendente tramite una procedura telematica obbligatoria, prevista dal Ministero del Lavoro. Il lavoratore deve accedere all’apposito portale online utilizzando le proprie credenziali SPID o un altro sistema di autenticazione valido, compilare il modulo di dimissioni e inviarlo al datore di lavoro. È importante rispettare il periodo di preavviso indicato nel contratto o nel CCNL applicato, durante il quale il dipendente continua a lavorare e percepire lo stipendio. In mancanza di preavviso, il datore di lavoro può trattenere un’indennità dal TFR del dipendente.

Pro e contro del contratto a tempo indeterminato

Sono chiari quali sono i vantaggi del contratto di lavoro a tempo indeterminato per il lavoratore dipendente: questo accordo garantisce una buona stabilità economica, una buona sicurezza d’impiego, nonché altri elementi preziosi come la retribuzione di malattie, permessi e ferie, nonché la tredicesima obbligatoria con eventuale quattordicesima. E ancora, al momento della richiesta di finanziamenti e mutui, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato sono tipicamente agevolati dagli istituti di credito. Di contro, gli svantaggi possono essere legati all’assenza di sfide e di stimoli, nonché al potenziale ripetersi di una routine.

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