Cos’è il lavoro subordinato e come funziona il contratto
In Italia sono previste diverse forme contrattuali a disposizione di lavoratori e aziende per regolare i rapporti tra i soggetti in gioco: chi si avvicina per la prima volta a questo mondo vedrà ricorrere tra le altre cose il termine “lavoro subordinato” in una moltitudine di offerte di lavoro. In questo articolo vedremo quindi cos’è il lavoro subordinato, quali sono i diritti e i doveri che questo contratto prevede e quali tipologie di rapporto lavorativo possono essere ricomprese al di sotto di questo termine.
Lavoro subordinato: cosa significa?
Partiamo con lo spiegare cosa significa lavoro subordinato: a livello letterale quest’ultima parola indica qualcosa che dipende da un altro fattore o da un altro elemento, oppure qualcuno che è messo in subordinazione, ovvero che è in rapporto gerarchico di stretta dipendenza rispetto a un’altra persona o organizzazione. Coerentemente con il termine usato, il contratto di lavoro subordinato prevede che un lavoratore dipendente accetti una retribuzione in cambio dell’offerta all’impresa del proprio lavoro di natura intellettuale o manuale, sotto la direzione dell’imprenditore.
Pur non nominando in modo esplicito le parole “lavoro subordinato”, tale rapporto lavorativo viene regolato dall’articolo 2094 del Codice civile – all’altezza del titolo II, libro V – dove si indica per l’appunto lo scambio di lavoro con retribuzione economica.
Si capisce, quindi, che a definire il lavoro subordinato, e a differenziarlo dal lavoro autonomo, è la disponibilità del lavoratore nei confronti del datore di lavoro, e la sua accettazione di seguire le sue direttive in relazione all’esecuzione dell’attività lavorativa. Ovviamente, il potere direttivo del datore di lavoro non è illimitato, né incondizionato: il lavoratore subordinato vanta infatti oltre ai doveri anche una lunga serie di diritti, che non possono mai venire meno.
Rapporto di lavoro subordinato: diritti e doveri
Nel firmare un contratto di lavoro subordinato, una persona accetta una serie di doveri nei confronti dell’azienda. Si parla di presentarsi sul luogo di lavoro negli orari pattuiti e di lavorare in modo da accrescere il valore dell’azienda, impegnandosi durante i propri orari per permettere all’organizzazione di raggiungere gli obiettivi prefissati. Ma si parla anche del rispetto delle direttive ricevute dall’imprenditore stesso o dai manager di riferimento, nonché del dovere di essere fedeli, ovvero di agire nell’interesse dell’azienda, senza divulgare informazioni che potrebbero al contrario danneggiare l’organizzazione o avvantaggiare dei concorrenti.
A fronte di questi doveri, un lavoratore assunto con contratto di lavoro subordinato può contare su una serie di diritti volti a tutelarlo. I principali diritti del lavoratore dipendente subordinato sono:
- un limite massimo dell’orario di lavoro: generalmente questa soglia è fissata a 40 ore settimanali, anche se va detto che i contratti collettivi (CCNL) possono eventualmente prevedere dei limiti diversi;
- una retribuzione adeguata: come visto, il contratto di lavoro subordinato poggia sull’offerta di lavoro a fronte di una retribuzione; quest’ultima deve essere adeguata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto;
- ferie e riposi: ogni lavoratore subordinato ha diritto a un ammontare minimo preciso di giorni di ferie e di riposi annuali;
- le protezioni contro i licenziamenti ingiusti: a prescindere dalla tipologia di contratto di lavoro subordinato, ogni dipendente è tutelato contro dei licenziamenti immotivati o ingiusti.
Le principali tipologie di contratto di lavoro subordinato
A questo punto vale la pena vedere quali sono le diverse forme in cui si concretizza il lavoro subordinato in Italia: a variare sono la durata del contratto nonché eventualmente i soggetti coinvolti oppure il trattamento fiscale.
- Il contratto a tempo indeterminato: questo contratto di lavoro subordinato, generalmente il più ambito da chi cerca una nuova occupazione, non prevede una data di termine;
- Il contratto a tempo determinato: a differenza del contratto di lavoro subordinato precedente, questo è caratterizzato da una durata prestabilita, al massimo di 12 mesi, eventualmente allungabile – in determinate situazioni – fino a 24 mesi;
- Il contratto di lavoro part-time: se il tipico contratto di lavoro prevede circa 40 ore alla settimana, questo prevede invece un orario ridotto;
- Il contratto di apprendistato: questa peculiare tipologia di contratto di lavoro subordinato è pensato per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, e prevede degli sgravi fiscali per l’azienda.
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