Cos’è l’onboarding aziendale e come renderlo efficace
Qual è l’obiettivo di un’azienda nel momento in cui avvia un processo di ricerca e selezione del personale? Semplice: trovare il talento più adatto da inserire nel team. Tuttavia, questa è solamente una parte del processo di recruiting. È infatti necessario anche assicurarsi che il talento selezionato possa dare il meglio in azienda nonché restare a lungo all’interno della squadra. Diventa importante, quindi, lavorare fin da subito per aumentare la fidelizzazione e l’engagement dei collaboratori, e allo stesso tempo fare tutto il necessario per aumentare le loro performance: per questo motivo si parla sempre più di frequente di onboarding aziendale. Ma come funziona questo processo? E quali sono le fasi dell’onboarding di un nuovo dipendente?
Onboarding aziendale: cos’è? Il significato
L’attenzione non dovrebbe venire meno al termine del processo di selezione del personale. Dopo la scrematura dei curricula, dopo la gestione dei colloqui, e dopo che da un gruppo eterogeneo di persone si è passati ai migliori candidati e quindi alla selezione finale, inizia la fase finale del processo di recruiting: l’onboarding aziendale, per l’appunto, ovvero la fase relativa all’inserimento in azienda dei nuovi assunti.
Si tratta di un’attività che, è bene sottolinearlo, non dovrebbe mai essere trascurata né affrontata in modo distratto: un inserimento frettoloso o poco curato è infatti associato con maggiori probabilità di sviluppare un rapporto lavorativo non soddisfacente o poco duraturo. Uno studio effettuato dal Gruppo Aberdeen ha dimostrato, infatti, che un dipendente che è stato oggetto di un processo di onboarding aziendale ben gestito ha il 69% di probabilità in più di restare in azienda per almeno tre anni: sapendo che per un’azienda sono generalmente necessari diversi mesi per cominciare a vedere un ritorno sull’investimento fatto con l’assunzione della nuova risorsa, un buon processo di onboarding risulta cruciale.
Nelle aziende più piccole il processo di onboarding può durare pochi giorni o settimane, mentre in quelle più strutturate si dipana tendenzialmente per i primi 90 giorni dall’assunzione. Gestire l’onboarding aziendale vuol dire fornire ai nuovi assunti l’orientamento necessario per trovare e comprendere il proprio posto all’interno dell’azienda, così da poter diventare una parte integrante dell’organizzazione e comprendere appieno sia la cultura che il clima aziendale.
Le fasi dell’onboarding in azienda
Come affrontare, dunque, il processo di onboarding aziendale? Per capire il funzionamento di questa attività fondamentale è utile individuare le fasi principali di questa attività, mirata come visto ad aumentare retention, performance e coinvolgimento dei dipendenti:
- Fase preliminare: occorre preparare tutta la documentazione necessaria per l’entrata del nuovo dipendente nel proprio organico, ancor prima dell’effettivo inizio del lavoro della nuova risorsa;
- Fase di benvenuto: in questa fase si accoglie la nuova risorsa, adattando le attività in base alle sue effettive esigenze e necessità;
- Fase di socializzazione: affinché il nuovo assunto possa entrare a far parte della squadra è bene agevolare la socializzazione con i colleghi, i responsabili, e i manager, creando incontri ad hoc;
- Fase di monitoraggio: si prosegue monitorando il percorso lavorativo e di inserimento, per intervenire in modo tempestivo laddove necessario.
Consigli per un buon onboarding
- Un buon onboarding aziendale inizia generalmente con l’invio di un messaggio di benvenuto personalizzato da parte dell’azienda;
- Può essere prezioso far fare un giro dell’ufficio per mostrare al neoassunto gli spazi e presentarlo ai colleghi;
- È fondamentale fornire importanti informazioni logistiche e organizzative alla nuova risorsa, spiegando tutto il necessario per usare la rete internet aziendale, per capire dove parcheggiare, come accedere alla sede (ad esempio consegnando un apposito badge), per usare le stampanti, gli spazi comuni e via dicendo;
- Risulta molto importante condividere fin da subito con le nuove risorse le peculiarità dell’azienda, come per esempio dress code, pause, servizi di welfare e convenzioni aziendali o altro ancora;
- Inviare un questionario per capire cosa è possibile fare per migliorare l’inserimento è sempre una buona mossa.
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