Upskilling e reskilling: significato e differenza

Upskilling e reskilling: cosa sono e differenze

Con l’avvento della digitalizzazione e dopo aver affrontato la pandemia da Covid-19, molte sono le aziende che hanno dovuto reinventarsi e trovare nuovi metodi e approcci di lavoro. Ciò ha significato anche reindirizzare o potenziare le proprie risorse interne. È in questo contesto che possiamo parlare di upskilling e reskilling.

Per quanto la traduzione offra la stessa definizione per entrambi i termini (riqualificazione) questi, in realtà, incarnano due concetti diversi. Analizziamo, dunque, il significato di upskilling e reskilling, le differenze tra i due concetti, e quali vantaggi apportano ad aziende e lavoratori.

Qual è il significato di upskilling

Con upskilling si fa riferimento a un processo che consente al lavoratore di acquisire nuove competenze per portare avanti le proprie mansioni.

Se solo fino a poco tempo fa figure professionali che, all’interno di un’organizzazione, svolgevano lo stesso ruolo per tutta la vita erano da apprezzare e da premiare, oggi le cose sono un po’ diverse.

Durante la carriera, molti possono essere i cambiamenti che si verificano nel mercato, negli strumenti a disposizione o nella struttura stessa dell’azienda in cui si lavora. Ciò rende necessario un aggiornamento continuo per il lavoratore che deve essere flessibile e sapersi adeguare a tali cambiamenti, senza che la sua produttività venga intaccata.

Il processo di upskilling consente di acquisire nuove competenze, imparando a utilizzare nuovi strumenti e adeguandosi alle trasformazioni del mercato del lavoro.

Qual è il significato di reskilling

Con reskilling si intende un processo che porta il lavoratore ad acquisire nuove competenze, ma indirizzandolo verso un cambiamento anche radicale.

È ciò che succede, per esempio, quando in un’azienda le mansioni di una risorsa si rivelano superflue oppure obsolete. Invece di ricorrere al licenziamento, l’azienda può decidere di reindirizzare le attività del lavoratore verso un nuovo settore. Di conseguenza, il dipendente rimane all’interno dell’organizzazione, ma viene formato per occupare un ruolo diverso.

Qual è la differenza tra upskilling e reskilling

Dalle definizioni proposte, è già possibile intuire la differenza che separa il processo di upskilling da quello di reskilling.

Come abbiamo visto, infatti, nell’upskilling il lavoratore si impegna ad acquisire nuove competenze che rimangono, però, legate al suo settore di appartenenza.
Prendiamo, ad esempio, un lavoratore che viene formato per utilizzare un nuovo e avanzato macchinario che gli permette di svolgere il lavoro in modo più efficiente.

Il reskilling, invece, richiede al lavoratore un totale cambio di rotta. È il caso di un commesso in un negozio di abbigliamento la cui azienda, a causa di una riduzione della domanda, decide di chiudere il negozio fisico e concentrarsi sul commercio elettronico. Invece di ricorrere al licenziamento, l’azienda offre l’opportunità di fare reskilling, assegnando nuovi incarichi come la gestione dei cataloghi online o degli ordini.

Tutti i vantaggi di reskilling e upskilling

I processi di reskilling e upskilling offrono evidenti vantaggi per il lavoratore, ma a beneficiarne è anche l’azienda che, grazie alla scelta di investire sulle proprie risorse interne invece di cercarne di nuove, può migliorare la propria efficienza, ma non solo.

Reskilling e upskilling permettono alle aziende di:

  • risparmiare tempo e denaro nel lungo processo di recruiting e in nuove assunzioni;
  • diminuire il turnover;
  • migliorare la produttività e diventare maggiormente competitivi sul mercato;
  • soddisfare le esigenze e le aspirazioni del personale, appagando il bisogno di crescita professionale e personale dei dipendenti;
  • attirare nuovi talenti in cerca di lavoro, presentandosi come un’azienda che investe sui propri dipendenti.

Come favorire il processo di upskilling e reskilling dei dipendenti

Ci sono diversi modi in cui l’azienda può favorire il processo di upskilling o reskilling dei dipendenti.

In primo luogo, andrebbe sempre promossa una cultura aziendale dell’apprendimento continuo, per esempio mediante l’organizzazione di sessioni di condivisione tra i dipendenti o la creazione di spazi dedicati alla formazione e all’innovazione.

L’azienda può, inoltre, favorire, attraverso bonus o finanziamenti, corsi di formazione, anche online, sia esterni che interni all’azienda, per offrire opportunità sia per l’acquisizione di nuove competenze che per il potenziamento di competenze esistenti.

Hai un’impresa? Ali è un partner sicuro e affidabile che ti aiuta a individuare i migliori talenti per le tue esigenze. Scopri i nostri servizi per le aziende.

News