contratto stagionale

Contratto stagionale: cos’è, come funziona e quali diritti hai

In breve: Il contratto stagionale è un rapporto a tempo determinato per attività cicliche (turismo, agricoltura, ristorazione). È escluso dal limite dei 24 mesi e dallo “stop and go”, garantendo flessibilità e un diritto di precedenza sulle future assunzioni.

Il contratto stagionale accompagna ogni anno migliaia di lavoratori durante i picchi di attività di interi settori. Capire come funziona, quanto può durare e quali tutele riconosce è il primo passo per affrontare con serenità un’esperienza che, per molti, rappresenta un punto di ingresso nel mondo del lavoro o un’integrazione importante. 

Cos’è il contratto stagionale e che cos’è il lavoro stagionale

Si definisce stagionale il contratto subordinato a tempo determinato legato ad attività ricorrenti che si svolgono solo in determinati periodi dell’anno. La sua natura ciclica e prevedibile giustifica una disciplina speciale su durata e rinnovi, differenziandosi dal contratto a termine ordinario pur mantenendo il pieno regime di subordinazione. Per un quadro completo delle formule contrattuali puoi consultare la panoramica sui tipi di contratto di lavoro.

Come funziona il contratto stagionale

Il contratto stagionale funziona come un rapporto a tempo determinato attivato per coprire un picco di attività circoscritto nel tempo, con regole semplificate rispetto al contratto a termine comune. Deve essere stipulato in forma scritta, indicare la causale stagionale e la durata prevista del rapporto. Per il datore di lavoro è uno strumento che consente di adeguare l’organico ai volumi reali di lavoro; per la persona assunta è un rapporto a tutti gli effetti, con contributi, ferie e ratei. La qualificazione come stagionale non è una scelta libera: dipende dall’inquadramento dell’attività tra quelle riconosciute come tali dalle fonti normative e dai contratti collettivi. È questo riconoscimento a sbloccare le maggiori flessibilità, a partire dall’assenza del limite dei 24 mesi.

Quali attività sono considerate stagionali

Sono considerate stagionali le attività individuate dal D.P.R. 1525/1963 e dai CCNL di settore. Il decreto storico elenca numerose lavorazioni a carattere ciclico, mentre i contratti collettivi possono integrare e aggiornare questo quadro per i rispettivi comparti. I settori tipici sono:

  • turismo e strutture ricettive;
  • ristorazione e pubblici esercizi;
  • agricoltura e raccolta dei prodotti;
  • commercio nei periodi di maggiore affluenza;
  • gestione di impianti sportivi a uso stagionale.

In assenza del decreto ministeriale previsto dal D.Lgs. 81/2015, che dovrebbe aggiornare l’elenco delle attività stagionali, si continua a fare riferimento al D.P.R. 1525/1963 e alla contrattazione collettiva. Per questo è sempre utile verificare il CCNL applicato al proprio rapporto.

La comunicazione obbligatoria e il modello Unilav

L’assunzione con contratto stagionale va comunicata al Centro per l’Impiego entro 5 giorni tramite il modello Unilav. Si tratta dello stesso adempimento previsto per gli altri rapporti di lavoro subordinato: la comunicazione obbligatoria formalizza l’inizio del rapporto e ne registra durata, qualifica e inquadramento. Il rispetto dei termini è a carico del datore di lavoro. Per il lavoratore, la corretta trasmissione del modello è la garanzia che il rapporto sia tracciato e che maturino regolarmente contributi e tutele. Eventuali proroghe e la cessazione seguono anch’esse precisi obblighi di comunicazione, utili poi anche ai fini della disoccupazione.

Quanto può durare il contratto stagionale

La durata del contratto stagionale coincide, di norma, con il periodo di attività per cui viene stipulato e non è soggetta al limite massimo di 24 mesi previsto per il contratto a termine ordinario. Come anticipato nella sezione su come funziona il contratto stagionale, questa esclusione deriva dalla natura ciclica della prestazione, che si ripete ogni anno. La durata effettiva resta comunque legata alla stagione e alle esigenze indicate nel contratto, sempre nel rispetto del CCNL di riferimento. Per il confronto con la formula ordinaria puoi approfondire il contratto a tempo determinato.

Quante volte si può rinnovare il contratto stagionale

Il contratto stagionale può essere rinnovato di stagione in stagione senza l’intervallo obbligatorio tra un rapporto e il successivo, e sono ammesse fino a 4 proroghe. Questa flessibilità è possibile perché, come spiegato nel paragrafo su come funziona il contratto stagionale, non si applica la regola dello “stop and go”. Inoltre, per questi contratti non operano, di norma, i limiti numerici (tetto del 20% sull’organico) né il contributo addizionale NASpI. Le 4 proroghe ammesse vanno comunque comunicate nei termini al Centro per l’Impiego tramite Unilav.

Differenza tra contratto stagionale e contratto a tempo determinato

La differenza principale tra contratto stagionale e contratto a tempo determinato ordinario sta nelle regole di durata, intervalli e limiti numerici, più flessibili nel primo caso. Entrambi sono rapporti a termine e subordinati, ma il legislatore tratta diversamente le attività a carattere ciclico. La tabella seguente riassume i punti di confronto principali.

 

Aspetto Contratto stagionale Contratto a tempo determinato ordinario
Limite massimo di 24 mesi Non si applica Si applica (stesso datore, mansioni di pari livello)
Stop and go (intervallo tra contratti) Non si applica Si applica: 10 giorni fino a 6 mesi, 20 giorni oltre
Limiti numerici (tetto del 20%) Di norma non si applicano Si applicano salvo eccezioni
Contributo addizionale NASpI Di norma non dovuto Di norma dovuto
Proroghe ammesse Fino a 4 Fino a 4
Diritto di precedenza Su nuove assunzioni stagionali, stesso datore e medesime attività Su nuove assunzioni a termine, secondo regole specifiche
Ferie, TFR, tredicesima Maturano in proporzione Maturano in proporzione

 

Va ricordato che il contratto stagionale è una delle tante forme di lavoro flessibile disponibili. In alcuni casi le aziende coprono i picchi stagionali anche tramite il contratto di somministrazione, che segue regole proprie.

Ferie, TFR, tredicesima e ratei nel contratto stagionale

Nel contratto stagionale, i ratei di ferie, TFR, tredicesima e ROL maturano in proporzione diretta alla durata della prestazione lavorativa. Secondo il principio di proporzionalità, ogni giorno lavorato contribuisce all’accantonamento delle spettanze economiche e delle tutele previdenziali, la cui liquidazione finale e le modalità di calcolo specifiche sono regolate dal CCNL di riferimento applicato al rapporto.

La regola generale è la proporzionalità: più lungo è il rapporto, maggiori sono i ratei accumulati. Le percentuali e le modalità di calcolo dipendono dal CCNL applicato, quindi è opportuno verificarle nel contratto collettivo di riferimento.

Il diritto di precedenza dei lavoratori stagionali

Il lavoratore stagionale ha diritto di precedenza sulle nuove assunzioni stagionali presso lo stesso datore di lavoro per le medesime attività. In pratica, se l’azienda riapre la stagione successiva e deve assumere per le stesse mansioni, deve dare priorità a chi ha già lavorato come stagionale. Questo diritto, però, non è automatico: va attivato dal lavoratore. Le condizioni sono precise:

  • la volontà di esercitare il diritto va manifestata entro 3 mesi dalla cessazione del rapporto;
  • il diritto di precedenza si estingue dopo 1 anno dalla stessa data di cessazione;
  • riguarda nuove assunzioni stagionali dello stesso datore per attività equivalenti.

Per non perdere questa tutela è quindi fondamentale comunicare per iscritto al datore la propria disponibilità entro i termini. È buona pratica conservare prova dell’invio della comunicazione.

Disoccupazione e NASpI per i lavoratori stagionali

Al termine di un contratto stagionale il lavoratore può accedere alla NASpI, l’indennità di disoccupazione, se ricorrono i requisiti previsti dalla normativa. La cessazione del rapporto a termine rientra infatti tra le ipotesi di disoccupazione involontaria che danno titolo alla prestazione, a condizione che siano soddisfatti i requisiti contributivi e di anzianità richiesti dall’INPS. La domanda va presentata nei termini previsti dopo la fine del rapporto. Trattandosi di una materia che dipende dalla situazione contributiva individuale, è consigliabile verificare la propria posizione tramite i canali INPS o un patronato, che possono valutare il diritto e accompagnare nella presentazione della domanda. Le regole di accesso e la durata dell’indennità possono variare nel tempo.

Per i lavoratori stagionali

Se stai per firmare un contratto stagionale, leggi con attenzione la causale e la durata indicate e verifica il CCNL applicato: è lì che trovi le condizioni di dettaglio su ferie, ratei e inquadramento. Ricorda che maturi TFR, tredicesima e ferie anche per periodi brevi e che le ferie non godute ti vengono liquidate alla fine. Se desideri tornare la stagione successiva, segna in agenda i termini del diritto di precedenza: hai 3 mesi dalla cessazione per manifestare la volontà e il diritto vale fino a 1 anno. Al termine del rapporto, valuta con un patronato l’eventuale accesso alla NASpI.

Per le aziende

Per le aziende il contratto stagionale è uno strumento flessibile per gestire i picchi ciclici di attività, ma richiede attenzione agli adempimenti. La qualificazione come stagionale deve poggiare sulle attività riconosciute dal D.P.R. 1525/1963 e dal CCNL di settore: un inquadramento improprio espone a contestazioni. Vanno rispettati la forma scritta, l’indicazione della causale e la comunicazione al Centro per l’Impiego entro 5 giorni con modello Unilav, anche per proroghe e cessazione. È bene gestire correttamente il diritto di precedenza dei lavoratori che lo hanno esercitato e calcolare con cura i ratei di ferie, TFR e tredicesima. In caso di dubbi, il supporto di un consulente del lavoro aiuta a impostare i contratti in modo conforme.

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Domande frequenti sul contratto stagionale

Le ferie maturano con il contratto stagionale?

Sì. Le ferie maturano in proporzione alla durata effettiva del rapporto e, se non godute, vengono liquidate al termine del contratto. Lo stesso principio vale per TFR, tredicesima e ROL.

Spetta la NASpI ai lavoratori stagionali?

Sì, può spettare. Al termine del contratto stagionale il lavoratore può accedere alla NASpI se soddisfa i requisiti contributivi e di anzianità previsti dall’INPS. È consigliabile verificare la propria posizione tramite INPS o un patronato.

Quante proroghe sono ammesse per il contratto stagionale?

Sono ammesse fino a 4 proroghe. Ogni proroga va comunicata al Centro per l’Impiego entro 5 giorni tramite il modello Unilav. A differenza del contratto a termine ordinario, non si applica lo stop and go.

Come si esercita il diritto di precedenza?

Il lavoratore deve manifestare per iscritto la volontà di essere riassunto entro 3 mesi dalla cessazione del rapporto. Il diritto riguarda nuove assunzioni stagionali dello stesso datore per le medesime attività e si estingue dopo 1 anno dalla cessazione.

Che differenza c’è tra contratto stagionale e contratto a tempo determinato?

Sono entrambi rapporti a termine, ma il contratto stagionale non è soggetto al limite dei 24 mesi, non prevede lo stop and go e, di norma, non applica i limiti numerici né il contributo addizionale NASpI. Il contratto a tempo determinato ordinario è invece soggetto a questi vincoli.

Quanto può durare un contratto stagionale?

La durata coincide di norma con il periodo di attività stagionale e non è soggetta al tetto dei 24 mesi previsto per i contratti a termine ordinari. Le condizioni di dettaglio dipendono dal CCNL applicato.

Avvertenza: questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un professionista.

 

 

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